martedì 4 novembre 2025

Ella mi attende, e io le rispondo.


Sotto il peso di quel battito
che scalpita,
mi lascio attraversare...
non come carne,
ma come eco.
Ogni vibrazione è un richiamo,
un codice inciso
tra le orbite e il cuore,
tra il cielo e il corso.
La luna, fiera e complice,
mi osserva come chi sa
che l’amore non ha traguardi,
solo congiunzioni
che brillano per un istante eterno.
E allora respiro nel gelo,
dove i muscoli stremati si fanno vapore,
dove il dolore si sposa alla bellezza
in un ossimoro che canta.
Tu, miraggio che non svanisce,
sei la meta che non si raggiunge,
sei l’attesa che mi plasma,
sei il rantolo che diventa preghiera.
Io ti vedo, anche quando non ci sei.
 E nel vuoto che lasci, fiorisce la mia voce.


 

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