venerdì 13 marzo 2026

Roudeep - Desert Rose

 

Distanze...



George Kopaliani - Distant


Davanti al caminetto...

 


Il caminetto ardeva piano,

come se sapesse più di quanto mostrasse.

La fiamma non bruciava soltanto legna:

scaldava l’aria, la rendeva più densa,

più vicina alla pelle.

Lei si avvicinò al fuoco

come ci si avvicina a un pensiero proibito:

lenta, consapevole,

lasciando che il calore la sfiorasse

prima ancora di toccarla davvero.

Ogni crepitio sembrava un invito,

ogni scintilla un respiro trattenuto.

Il tempo non correva più:

si dilatava, si tendeva,

si faceva attesa.

Lui la guardava come si guarda una fiamma

che potrebbe scaldare o consumare,

senza sapere quale delle due cose desiderasse di più.

E in quello sguardo

c’era già tutto ciò che non veniva detto.

Il fuoco rifletteva sulle loro mani,

sulle distanze che si accorciavano,

sulle parole che non servivano.

Era un calore che non chiedeva permesso,

che saliva lento,

che prometteva senza parlare.

Non c’era fretta.

Solo un avvicinarsi inevitabile,

come se il fuoco li stesse chiamando entrambi

nello stesso punto, nello stesso istante.

E in quell’istante,

l’attesa divenne presenza.

E la presenza, desiderio.


Govi - Just for You

Facciamo un Gioco…


Non sono il Potere e la Ricchezza ad Affascinarmi,
ma la Classe e la Cultura…

…UNA PERSONA SEMPLICE…

Un Cervello Fine
mi Eccita molto di più della Posizione Sociale,
l’Eleganza nei Gesti
mi Ipnotizza molto più di una Macchina Potente e di un Rolex Ostentato,
una Conversazione Brillante
può essere più Afrodisiaca di un Piatto di Ostriche.

Sono Viziata e Voglio il Meglio …

Non compri il Mio Amore o il Mio Corpo
Parlandomi di Conoscenze Importanti
o Regalandomi un Viaggio Spettacolare o un Gioiello,
un Ristorante di Lusso
non mi fa Spalancare gli Occhi per lo Stupore

… MA …

Una Passeggiata al Tramonto
in Una Spiaggia Deserta

… SI …

Prova a Stupire il mio Cervello se Riesci,
Prova a Parlarmi di Qualche Cosa che non So,
Prova a Farmi Ridere…
Prova a Fare un Discorso senza Farcirlo di Termini Pomposi,
li Conosco Sai,
ne so anche il Significato,
ma sono Artefatti e Forzati in certe Situazioni,

Prova a Stuzzicare I Miei Sensi …

…TUTTI PERO’…

… FACCIAMO UN  GIOCO …

BENDAMI GLI OCCHI





Prova ad Accendermi Solo con le Parole
ma Attenzione !

NON VOLGARI …
NON SCONTATE …

Prova a cercare la Chiave per far vibrare le Corde Giuste

Accarezzami la Pelle
SENZA TOCCARLA
Bloccami le Mani
SENZA LEGARLE

Raccontami i tuoi DESIDERI
e metti a Nudo la tua Anima
Spogliati di ogni Sovrastruttura
e Resta Nudo per Me

Usa la Voce
Usa la Mente

Credevi Fosse Facile?
Sono Strane a volte le Donne…

Allora…
Vuoi provare a Giocare con Me?

 

Stand By Me - Shayne Ward

 

giovedì 12 marzo 2026

Solitudine dell'anima...


A te e al mio silenzio doloroso dentro l'anima,
ai casini che debbo affrontare da solo
e non so se ne ho ancora voglia e forza per farlo,
alla mia libertà che non è libertà ma solitudine dell'anima.

 

Senti-pensante.....


Mi piacciono le persone senti-pensanti,
che non separano la ragione dal cuore.
Che sentono e pensano allo stesso tempo.
Senza separare la testa del corpo,
né l'emozione della ragione.

 

Il mistero che si lascia scoprire

La sua ingenuità non era fragilità:
era una soglia.
Una porta socchiusa che nessuno aveva mai avuto il coraggio
o la delicatezza di attraversare.

Lui la guardò come si guarda un enigma,
non per possederlo,
ma per comprenderne la luce nascosta.
E lei, per la prima volta,
non fuggì dal proprio tremito.
Silenziò la mente,
lasciando che fosse il corpo a parlare
nel suo linguaggio antico e sottile.

Non c’era fretta,
non c’era conquista:
solo un avvicinarsi lento,
come se ogni gesto fosse un varco
e ogni respiro un invito.

Quando lui arrivò ai suoi segreti,
non erano più segreti:
erano verità che chiedevano di essere viste
senza paura.

E fu lì, in quell’istante sospeso,
che qualcosa si rovesciò dentro entrambi.
Lei gli scosse il sangue,
come una corrente improvvisa
che non si può ignorare.

E lui, che forse cercava solo un mistero,
si ritrovò davanti a qualcosa di più raro:
un sentimento che non aveva previsto,
che non aveva chiesto,
che non sapeva nominare
ma che riconobbe subito.

Non era possesso.
Non era gioco.
Era un inizio.


 

Tempo in frantumi....

Il tempo si incrina quando due presenze si sfiorano.

Non serve il contatto: basta un respiro che cambia ritmo,

una distanza che si accorcia senza toccarsi,

un pensiero che diventa corpo prima ancora di essere parola.


Il tempo allora si spezza in schegge luminose,

come vetro colpito da un impulso troppo forte per essere trattenuto.

Ogni frammento riflette un istante diverso:

un battito, un tremito, un silenzio che brucia più di un gesto.


E in quel crepitare sottile,

tra ciò che cede e ciò che resiste,

nasce un’intensità che non ha nome.

Non è passato, non è futuro:

è un presente che pulsa,

che si dilata,

che chiede di essere abitato fino all’ultima vibrazione.


Il tempo non si rompe per distruggersi,

ma per rivelare ciò che resta quando tutto il resto tace:

la verità nuda di un desiderio che non ha bisogno di essere detto,

solo riconosciuto.

 

Bendata attendo....

 

L’attesa ha un suo modo di respirare.
Non corre, non chiede:
si avvicina piano, come un’ombra che conosce la strada.

È un tempo che non si lascia afferrare,
ma che ti sfiora la pelle come un pensiero troppo vivo.
Ogni secondo si dilata,
si incrina,
si tende come un filo che potrebbe spezzarsi
o trasformarsi in luce.

Nell’attesa tutto diventa più sensibile:
il battito, il respiro,
la memoria di un gesto che non è ancora accaduto
ma già vibra nell’aria.

È un confine sottile,
un varco che non si attraversa con il corpo
ma con la presenza.
E in quel varco il tempo si fa caldo,
si fa vicino,
si fa promessa.

L’attesa non è vuoto:
è un luogo che pulsa.
È il momento esatto in cui qualcosa sta per accadere
e tu lo senti prima ancora che arrivi.