Osservo questi miei pensieri che si staccano piano,
uno alla volta, come foglie in autunno.
Guardo il mare lì all'orizzonte
e capisco che non serve capire.
Che certe cose non tornano, non si spiegano,
semplicemente accadono, e va bene così.
Capisco che la pace, a volte, non è un arrivo,
ma un punto fermo nel vento.
Quel che penso è che l’amore non è mai “perfetto”,
ma soltanto vero.
E che non possieda né forma né garanzia di durata.
Esso può salvare e ferire nello stesso gesto,
perché si espande in profondità come una radice.
E poi s'irradia, come una lampada
che regala luce dove prima era buio.
L’amore sfida la mente,
perché la mente cerca equilibrio, controllo, logica.
E l’amore invece disfa, scioglie, mescola, confonde.
Nel momento in cui cerchi di comprenderlo, ti sfugge.
Nel momento in cui lo lasci essere, ti attraversa.
Non puoi che fuggirlo o seguirlo.
Questa è la sua bellezza, questa la sua verità.
E allora resto qui a respirare la vita
che non ho più bisogno di spiegare.
La sento scorrere, tutta.
Chiudo gli occhi, eccomi: io sono.
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