giovedì 12 marzo 2026

Bendata attendo....

 

L’attesa ha un suo modo di respirare.
Non corre, non chiede:
si avvicina piano, come un’ombra che conosce la strada.

È un tempo che non si lascia afferrare,
ma che ti sfiora la pelle come un pensiero troppo vivo.
Ogni secondo si dilata,
si incrina,
si tende come un filo che potrebbe spezzarsi
o trasformarsi in luce.

Nell’attesa tutto diventa più sensibile:
il battito, il respiro,
la memoria di un gesto che non è ancora accaduto
ma già vibra nell’aria.

È un confine sottile,
un varco che non si attraversa con il corpo
ma con la presenza.
E in quel varco il tempo si fa caldo,
si fa vicino,
si fa promessa.

L’attesa non è vuoto:
è un luogo che pulsa.
È il momento esatto in cui qualcosa sta per accadere
e tu lo senti prima ancora che arrivi.

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